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Con il 34° anniversario dalla scomparsa di Raffaele Capasso iniziano le celebrazioni per il centenario dalla nascita

Nel Santuario di San Sebastiano Martire si è svolta una celebrazione eucaristica dedicata al 34° anniversario dalla scomparsa di Raffaele Capasso, sindaco della ricostruzione del Paese distrutto dall’eruzione del 19 marzo 1944.
Presenti in chiesa i figli Michele e Pino con la moglie Barbara, il sindaco Giuseppe Panico con alcuni consiglieri e amministratori, il prefetto di Napoli Michele Di Bari - giunto in chiesa subito dopo la conclusione della riunione dei ministri della Cultura del G7 e dopo aver ricevuto il pubblico ringraziamento del neoministro italiano della Cultura Alessandro Giuli - la preside Rosalba Rotondo e tanti amici che hanno voluto rendere omaggio a un uomo che ha fatto la storia recente di San Sebastiano.

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A Napoli il “G7 Cultura”

Si è svolto a Napoli il “G7 Cultura”. Il Ministro italiano della Cultura, Alessandro Giuli, ha accolto al Museo Archeologico Nazionale di Napoli le delegazioni che hanno partecipato ai lavori del G7 Cultura in programma a Palazzo Reale.
Dopo una visita al museo, guidata dal Direttore generale Musei, Massimo Osanna, il maestro Gabriele Lavia, leggenda del teatro e del cinema, ha interpretato dinanzi la statua dell'Ercole Farnese un'emozionante lettura in latino di un passo del "De Reditu Suo" di Rutilio Namaziano. La traduzione italiana di Giovanni Pascoli e la versione inglese sono state proiettate su quattro grandi monitor ai lati del palco per consentire a tutti di cogliere il messaggio universale dell’opera.
Al Mann erano anche presenti, tra gli altri, i Sottosegretari Lucia Borgonzoni e Gianmarco Mazzi, il Presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e il Sindaco della città, Gaetano Manfredi.
Il Ministro Giuli ha, successivamente, preso la parola rappresentando la "Roma" del poeta latino come sintesi di tutto ciò che oggi intendiamo per "cultura": “Fecisti patriam diversis gentibus unam, Hai dato una patria ai popoli dispersi in cento luoghi - ha ricordato il Ministro - in questo solo la cultura può riuscire. E oggi, ai nostri illustri ospiti del G7, diciamo: benvenuti a casa vostra”.
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, poi, nel corso della sessione di apertura della Ministeriale G7, ha donato la medaglia "Due anni di resistenza ucraina" a Mykola Tochytskyi, Ministro della Cultura e delle Comunicazioni Strategiche dell'Ucraina.
"Non è solo un segno di vicinanza e rispetto - ha dichiarato Giuli - ma è anche la volontà di testimoniare un progetto complessivo per aiutare l'Ucraina. Il ricavato delle vendite della medaglia andrà a sostenere le attività dell'ospedale pediatrico di Leopoli impegnato nella cura e nell’assistenza dei bambini ucraini colpiti dalla guerra".
Il Ministro Giuli ha poi donato la medaglia anche agli altri rappresentanti del G7, quale riconoscimento del loro impegno a sostegno dell’Ucraina e per incoraggiarli a lavorare insieme per difendere l’identità culturale di una nazione aggredita e colpita anche nel suo patrimonio culturale.
La medaglia, coniata nelle Officine dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, è stata fortemente voluta dal Governo italiano per celebrare la resistenza del popolo ucraino contro l’invasione russa.
Membri delle delegazioni hanno visitato la sede degli Stati Uniti del Mondo e del Museo della Pace accolti dal Segretario generale Michele Capasso.

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Med 24 - Pellegrini di Speranza. Costruttori di Pace

Una delegazione degli “Stati Uniti del Mondo” e della “Fondazione Mediterraneo” ha partecipato al quarto appuntamento sulla riflessione delle Chiese del Mare Nostrum, avviata a Bari nel 2020 e poi proseguita a Firenze nel 2022 e a Marsiglia nel 2023.
“Giovani ben formati e orientati allo spirito di fraternità possono aprire inaspettate porte di dialogo e contribuire alla costruzione di un mondo più giusto e in pace”: sono parole di Papa Francesco pronunciate un anno fa ai « Rencontres Méditerranéennes » (Med23) di Marsiglia. Seguendo queste indicazioni del Pontefice e avanzando in quello stesso cammino di comunione, dal 15 al 21 settembre una cinquantina di giovani provenienti da venticinque nazioni del Mediterraneo e del Mar Nero hanno partecipato a Tirana, in Albania, all’incontro “Med24 - Pellegrini di speranza. Costruttori di pace”.
Un’esperienza di vita e di fede toccante che ha orientato sull’Albania la scelta del comitato organizzatore per questa nuova edizione degli incontri del Mediterraneo che si svolge, tra l’altro, nell’ambito del decimo anniversario della visita del Santo Padre a Tirana (21 settembre 2014). La motivazione della scelta di Tirana come luogo dell’evento ha a che fare anche con le molteplici realtà culturali e religiose che il paese contiene. Per questo il programma di Med24 (curato dallo stesso comitato di Med23 a Marsiglia) ha toccato vari aspetti: culturali, spirituali e religiosi che portano l’esperienza di tutto l’uomo in quelle che sono le sue varietà e realtà. L’arcivescovo di Tirana ha accolto i giovani provenienti da Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Medio Oriente, Turchia, Armenia, Georgia, Romania, Grecia, Croazia, Kosovo, Malta, Francia, Italia, Spagna e, ovviamente, Albania.
“La realtà religiosa dell’Albania - ha affermato il Segretario generale Michele Capasso - non è mai un motivo di differenza o di rivalità e li rende comunque uniti anche come popolo e questo dà come modello una convivenza reale, pacifica, vera, anche nelle diversità di ciascuno. In un momento in cui il Mediterraneo appare confuso tra guerre, conflitti e migranti che muoiono nel mare, dove i giovani perdono a volte i valori, è bello vedere che in questi ragazzi c’è il desiderio di ritrovarsi insieme, sotto la luce del Papa, che ispira a guardare i segni dei tempi che ci sono anche in questo Mediterraneo, per poi, a partire dal Mare Nostrum, ricreare la pace e diffonderla in tutto il mondo. Come diceva Giorgio La Pira, la pace ci sarà anche nel mondo se prima di tutto ci sarà nel Mediterraneo”.

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Incontro con Antonia Salzano Acutis, madre del Beato Carlo Acutis

Il Segretario generale Michele Capasso, accompagnato da Rosalba Rotondo, già preside dell’Istituto Comprensivo di Scampia Alpi-Levi-Acutis, ha partecipato all’incontro con Antonia Salzano Acutis, madre del Beato Carlo Acutis, curato da padre Enzo Fortunato (direttore della comunicazione della Basilica papale di San Pietro in Vaticano e responsabile della Giornata mondiale dei bambini).
“Carlo mi ha arricchito e fatto comprendere - ha affermato Padre Fortunato - che il dolore può diventare ‘senso e significato’ per orientare al meglio la vita di ognuno".
“Carlo ci ha lasciati a 15 anni per una leucemia fulminante. Ha dedicato la sua breve ma intensa vita totalmente alla cura degli altri e alla preghiera. Al suo funerale la chiesa era gremita. Commossi per aver perso un amico, c'erano tanti immigrati e clochard, per i quali aveva acquistato sacchi a pelo, con i suoi risparmi. A casa lo chiamavano l'alieno, perché per la sua giovane età, era diverso, dedicando tutto il tempo che aveva alla comunità religiosa”, ha affermato Michele Capasso.
"Quando ho perso mio padre - ha confessato mamma Antonia - è stata una grande mancanza, quando ho perso Carlo ho avvertito la mancanza della mia guida. Carlo mi ha cambiata". 
E negli anni successivi tanti sono stati i segni di bontà seminati da Carlo, riconosciuto autore di miracoli. Tra le sue grandi passioni c'era l'informatica, della quale si serviva per divulgare e testimoniare la fede attraverso la realizzazione di siti web, avvicinando così tanti suoi coetanei. Le spoglie di Carlo Acutis, proclamato beato nel 2020, riposano oggi ad Assisi, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, Santuario della Spogliazione di San Francesco.
Carlo Acutis sarà canonizzato da papa Francesco nell’anno giubilare 2025 e costituirà esempio per tanti giovani, per far vivere la vita con pienezza, in cammino, insieme, per gli altri, per il bene comune. 
Scout seduti per terra, bambini in piedi con occhi curiosi, tanti adulti nel duomo di Scala, per ascoltare il dialogo di padre Enzo Fortunato con mamma Antonia: è il paradigma dell'evangelizzazione del quindicenne che ha messo le sue straordinarie competenze informatiche a servizio della Chiesa e che oggi vive nei miracoli e nella testimonianza incessante della madre.
In questa occasione Michele Capasso ha concordato con mamma Antonia un’intervista per il libro “Stati Uniti del Mondo” e le modalità per inaugurare la cappella dedicata a Carlo presso il Museo della Pace di Napoli.
Con padre Enzo Fortunato e il vescovo Orazio Soricelli sono stati ricordati i momenti salienti per addivenire agli “Stati Uniti del Mondo”.

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